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"Uccidete Garibaldi"

Giuseppe Garibaldi

Dopo la fuga da Roma e la perdita di Anita, il pensiero più assillante di Garibaldi è sfuggire gli Austriaci, che non avrebbero avuto pietà di lui. Per i francesi la situazione non cambiava di molto. I Piemontesi pur non avendo nulla contro di lui, in casa non lo volevano. I suoi figli (Menotti e Ricciotti) erano a Nizza affidati a parenti. La sua destinazione era quindi l'esilio in luoghi del mediterraneo non controllati dai francesi, e dopo che gli Inglesi gli avevano frapposto problemi, lontani anche da questi. Nel suo peregrinare, si trovò un giorno a navigare su una barca di pescatori nel mare di Sardegna alla Maddalena. Passando accanto a Caprera, Garibaldi rimase folgorato dalla sua selvaggia bellezza e si ripromise di costruire qui nell'arcipelago una casa. Cosi fece dopo le numerose peripezie che lo potarono in giro per il Mondo e a casa di Meucci a New York. Qui era quindi ritornato col suo sacco di sementi, dopo Teano. Per la verità era stato eletto anche deputato, ma il 18 aprile 1861 quando si era presentato a Torino aveva litigato col Cavour, per vari motivi ma anche perché aveva sciolto il corpo dei Garibaldini. Qui la vita di Garibaldi era semplice, amava le sue bestie una per una e soffriva per esse. S'era portato la cavalla bianca della spedizione dei Mille (Marsala) e lo stallone (Borbone), ma anche quattro asini poco onorevolmente battezzati Pio IX, Napoleone III, Oudinot e Immacolata Concezione. La dieta non poteva che essere Mediterranea e genuina. La sua camera al piano terra era ammobiliata con semplicità. All'inizio era senza sedie e bontà sua alcuni ufficiali americani avevano provveduto a fornirgliene. Già da allora si vede che la posizione della Maddalena era conosciuto dagli Americani. Un letto di ferro un tavolino con la posta e un pianoforte completavano l'arredo. Andava a letto alle 10 di sera e alle 3 si alzava. Leggeva la posta e alle 5 svegliava il segretario per rispondere alle migliaia di persone che gli scrivevano. Durante il giorno andava a caccia o a pesca se non doveva incontrare nessuno. In effetti a Caprera c'era la fila di imbonitori, scocciatori, politici, rivoluzionari (Bakunin) e si temeva anche di sicari. Dall'archivio comunale:

La casa "Porto Vecchio, 7 dicembre 1855
"Sono diretto per la Sardegna, …ove penso che sarà facile che scelga un punto di stabilimento, per passarvi alcuni mesi d'inverno, o forse per abitarvi definitivamente, se trovo un posto adatto” …..Finì che egli fu di nuovo ospite dei Susini a La Maddalena e ogni giorno, con Pietro, passava in Gallura per cacciare e per sondare e verificare se proprio lì avrebbe voluto stabilirsi.. Perché - gli chiese Pietro - non stabilirsi in una delle isole de La Maddalena…. Infatti la sua scelta cadde a poco a poco su Caprera, a questa ancor più prossima di Santo Stefano, ma più appartata, difesa dalla costa sarda dalle prime due. Prima di lasciare La Maddalena, il 29 dicembre 1855, egli diede a Pietro Susini la più ampia procura perché acquistasse per suo conto la metà circa dell'isola, tanta quanto ne consentiva l'eredità di Felice. …….Il primo ricovero di Garibaldi a Caprera fu una tenda sotto la quale bivaccò per due mesi con Menotti; ma egli aveva premura di riunire la famiglia, facendo trasferire nell'isola anche gli altri figli, Teresita e Ricciotti…si diede quindi a restaurare una casupola di tre vani appartenuta un tempo a qualche pastore. Ma gli spazi non erano sufficienti neppure per la provvisorietà: quindi con l'"Emma" trasportò da Nizza una piccola costruzione in legno smontata e la sistemò accanto all'altra. Cinse il territorio con un muro per tenere lontane le capre fameliche e finalmente nell'estate 1856, con gran gioia della piccola comunità, giunsero Teresita e Ricciotti, accompagnati da una servetta, Battistina Ravello, per accudirli. Ma non bastava. Si mise subito mano alla costruzione definitiva di una vera casa, la "Casa Bianca" e che come tale sarebbe stata poi ufficialmente nota. Il 7 gennaio 1857, al ritorno da un viaggio da Genova, l'"Emma", carica di calce, pozzolana, ferro e legnami, naufragò nei pressi di Caprera; da quel momento egli decise di abbandonare il mare.



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