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Proposta di nuovo attacco

La Maddalena > Isolani famosi nel mondo > Domenico Millelire

"Le Isole di La Maddalena sono tre, Maddalena propriamente detta, Santo Stefano e Caprera. La prima ha sei leghe di perimetro, la seconda due, la terza tre. Queste isole sono separate l'una dall'altra e dal continente per via di tratti di mare ampi da 300 a 600 tese, con cale sicure e buone sorgenti d'acqua.
Chi si impadronisce di queste Isole, si garantisce la parte settentrionale della Sardegna, più adatta alle incursioni verso l'interno anche per farvi circolare le nostre opinioni, Con una guarnigione di media grandezza, qualche opera di fortificazione a carattere precario o di campagna, si può assicurarsene il possesso e proteggere una squadra contro una forza superiore.
Se la supremazia del Mediterraneo può esserci contrastata, il posto di La Maddalena diventa utilissimo perché essa domina completamente il passaggio delle Bocche di Bonifacio e tiene come in suo potere il golfo di Porto Vecchio.
Se, come pare sia gia deciso, permetteremo ai nostri corsari di devastare il commercio dei nostri nemici, non bisogna porre in dubbio che il passaggio delle Bocche non sia necessario al nostro commercio di Levante, perché in quel caso La Maddalena non sarebbe altro che un nido di corsari.
A queste ragioni di interesse generale, se ne aggiungono altre specifiche riguardanti la Corsica. Se non saremo padroni di quel punto, la corrispondenza delle varie parti dell'isola si troverà chiusa e il lato meridionale da Porto Vecchio sino a Capo Moro, si troverà in preda a corsari nemici.
Saremmo costretti a rafforzare la protezione delle torri, a tenervi delle forti guarnigioni, a stabilirvi delle nuove batterie, fatiche e opere molto più considerevoli dell'occupazione di La Maddalena.Oltre a queste considerazioni ve ne sono altre ancora più speciali relative alla città di Bonifacio. Questa importa da molto tempo beni commestibili dalla Sardegna. E' facile capire quanto possa essere interessante per la Repubblica, ampliare ulteriormente il numero di tali beni in entrata, in un momento in cui se ne richiede tanti per il gran numero di armamenti cui la Repubblica è costretta.
Alla voce dell'interesse, si unisce quello dell'onore. Per diverse e dissimili ragioni le armi della Repubblica hanno subito un affronto.
A ciò non può porsi rimedio che sul luogo stesso; e solo sventolando la bandiera tricolore su La Maddalena e impossessandosi di nuovo dell'artiglieria lasciatavi, cancelleremo dalla vista di tutta l'Italia la macchia che ci disonora.
Dobbiamo dunque, in rapporto all'equilibrio del Mediterraneo, al commercio di Levante, all'interesse del Dipartimento di Corsica, al sostentamento della città di Bonifacio e all'onore delle armi francesi, impadronirci delle isole di La Maddalena.

Firmato

Napoleone Bonaparte

La Marina Sarda si avvale di due mezze galere e quattro galeotte. Queste navi che pescano poco e vanno a remi hanno un gran vantaggio sulle fregate per trasferirsi ove il loro bisogno lo esiga, moltiplicandosi, (data la loro manovrabilità) all'occasione. I tratti di mare che separano fra loro loro le Isole di La Maddalena e il continente, sono molto angusti ed esposti da ogni parte delle batterie della costa.
La città di La Maddalena è difesa da due forti, due batterie e diciotto pezzi di cannone.
L'isola di La Maddalena ha due batterie costiere.
L'Isola di Santo Stefano ha una torre con tre pezzi di cannone. Sarebbe possibile che il nemico avesse ora inalzato una ridotta di campagna nel luogo ove abbiamo collocato le nostre batterie. Di fronte al porto di Santo Stefano, sul continente sardo, gli abitanti avranno posto qualche pezzo di cannone per difendere il canale e infilare il sopraddetto porto.
Questi i mezzi di difesa a disposizione del nemico. Che ci vuole per superarli?
E' necessario essere padroni assoluti sul mare. Non dico ancora essere i più forti, ciò non basterebbe. Con una corvetta non si tiene in scacco tutta la Marina Sarda, pur tuttavia, si è nella condizione di opporsi alla comunicazione delle isole col continente e soprattutto di scacciare o addirittura catturare le mezze galere.
E' indispensabile essere padroni assoluti del mare, senza il quale occorrerebbe avere a disposizione forze assai considerevoli da mettere in campo per poter resistere agli sforzi di tutta la Sardegna settentrionale i cui abitanti, ventiquattr'ore dopo il primo colpo di cannone si porteranno tutti sulla costa come abbiamo già verificato.
Qualunque sia il progetto di assalto che il comandante dell'impresa vorrà adottare, è necessario, comunque, una squadra di artiglieria d'assedio, atta a smantellare le batterie nemiche e a ridurle al silenzio al momento della resa dei conti. Per conseguire tale scopo penso possano bastare quattro bocche da fuoco da 16, due da 24, e un mortaio da 8 pollici. L'equipaggiamento di campagna dovrebbe essere composto così: due pezzi da 8, due da 4, e due obici. Una mezza compagnia d'artiglieria è sufficiente per il servizio di tutte le bocche da fuoco.
Cinquecento uomini di linea, altrettanti della Guardia Nazionale col rispettivo equipaggiamento per accamparsi e un buon ufficiale che conosca il terreno e sappia adoperare queste forze, assicurerebbero la riuscita dell'impresa.
Circa il naviglio da trasporto, si dovrà stare attenti a servirsi soltanto di piccoli gozzi, i quali, per questa spedizione sono molto più vantaggiosi dei bastimenti più grossi. Ce ne vorrebbero una cinquantina.


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