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I Garibaldi > Menotti Garibaldi
Il primo figlio di Giuseppe Garibaldi nasce il 16 settembre 1840 a Sao Luis de Mostardas, vicino a San Simon, nel Rio Grande do Sul, sulle terre della famiglia Costa, in circostanze avventurose : volge al suo termine l'epopea della Repubblica Giuliana nata dalla rivoluzione farroupilha, e Garibaldi, con Anita, sono costretti alla fuga. Il nome di Menotti viene dal martire del Risorgimento Ciro Menotti, compagno dei fratelli Bandiera. Per il battesimo, occorrerà poi un nome cristiano, e si sceglierà Domenico, o Domingo, nome del padre di Giuseppe.
Nel maggio del 1841, la famiglia decide di spostarsi verso la Repubblica Orientale, oggi Uruguay, dove arriva nel mese di giugno. Prende casa in Via do Portao de Sao Pedro 114, detta Calle del Porton, oggi via 25 de Maio. L'anno dopo, il 26 marzo 1842, il padre e la madre regolarizzano la loro posizione sposandosi nella Chiesa di San Francesco d'Assisi, dove battezzano il 23 marzo 1843 il piccolo Domingo Menotti.
Nella relativa stabilità di Montevideo si costituisce la famiglia di Garibaldi : nel 1843 nasce la prima sorella di Menotti, Rosita che muore nel 1845. Questo è anche l'anno della nascita di Teresa. Infine nel 1847 nasce Ricciotti. Menotti è il solo che potrà ricordare quel breve episodio vissuto con i due genitori, e questa è sicuramente una delle ragioni della predilezione del padre, oltre alla qualità del giovane, di carattere facile, e di bella prestanza fisica.. Il 27 dicembre del 1847, Anita ed i suoi tre figli partono per l'Italia. Giuseppe parte a sua volta, con la Legione, a metà aprile del 1848. La famiglia sembra destinata a stabilirsi a Nizza, anche se Garibaldi si allontana subito per assumere il suo destino. Mentre incombe la tragedia di Roma, Anita raggiunge lo sposo. I ragazzi rimangono affidati alla nonna Rosa, ai cugini Garibaldi ed alla famiglia Deidery. Brevemente rivedono la madre, che muore il 4 agosto 1849, ed il padre mentre si avvia al secondo esilio.
Il Re offre un posto nel Collegio di Nizza per il giovane Menotti, che vi riceve un'eccellente educazione. Nel 1855, a 15 anni, Menotti è ammesso nel Corpo dei Bersaglieri. Ma dal ritorno, è il padre che ne assume l'educazione, tenendolo sempre con se, anche a Caprera. Diventa il 21 marzo 1856 mozzo di marina mercantile, registrato a Nizza. Nel 1859 accompagna il padre, con la sorella Teresa, alle Mandriole presso Ravenna, per l'esumazione la salma della madre : affidata ai Deidery, riceve sepoltura nel cimitero di Nizza. Suona l'ora del primo impegno in guerra: Menotti ha 19 anni quando segue il padre, come semplice soldato nello squadrone Guide dei Cacciatori delle Alpi, a Varese, Como, San Martino, San Fermo. Nel Corpo Volontari, durante la spedizione dei Mille, conquista il grado di Maggiore, e combatte con il padre a Calatafimi, dove è ferito, a Palermo, a Reggio, sul Volturno, vive il trionfo di Napoli. E' il solo figlio di Garibaldi a dividere con lui questa straordinaria esperienza. Tra i suoi compagni vi sono Francesco Bidischini, fratello di Francesca Italia, sua futura sposa, e Stefano Canzio, che sposerà nel 1861 sua sorellai Teresa Nel 1862 é insignito del grado di Cavaliere nell'Ordine Militare di Savoia, per il suo ruolo nel la Spedizione dei Mille.
Benché anche Ricciotti sia a Caprera quando Garibaldi parte per l'Aspromonte, il Generale porta con se solo Menotti, che comanda un gruppo d'Artiglieria. E' il solo con il padre ad avere la Medaglia d'Oro al Valore Militare, per il suo comportamento a Bezzecca, dove esordisce anche Ricciotti. Menotti è tenente colonnello e comanda il 9° reggimento volontari italiani. Ufficiale di Stato Maggiore nella campagna dell'Agro Romano, assume importanti responsabilità a fianco del padre. Riceverà la Medaglia dei Benemeriti della Liberazione di Roma.
Si distingue ancora nella ultima campagna del Generale Garibaldi, in Francia, nel 1870-1871, e torna definitivamente a vita civile, con il grado di Generale di Brigata dell'Esercito Volontario. Sposa Francesca Italia Bidischini dall'Oglio, la cui famiglia è originaria di Burano, è vissuta a lungo in Turchia e si è stabilita a Bologna.
Comincia per Menotti un'altra fase della sua vita, nella quale si dedica interamente alla sua famiglia e alla terra di Carano : migliaia di ettari, avuti nel 1874 in enfiteusi perpetua dal Capitolato di San Pietro, messo in obbligo dopo il 1870 di concedere che il latifondo (8618 ettari in stato d'assoluto abbandono, infetto dalla malaria e gravato di pesanti oneri per chi vi lavora) sia dato in gestione e bonificato.
Nel 1875, anno in cui Garibaldi, eletto deputato di Roma nel 1874, soggiorna a lungo a Roma, la famiglia di Menotti, che lo ospita, risiede in Via delle Coppelle, 3, poi si sposterà in Piazza Vittorio Emanuele, 10. Menotti è inobbligo dii indebitarsi per pagare l'enfiteusi al Capitolato di San Pietro e comprare bestiame e materiale. Incappa anche lui nello scandalo della Banca Romana. Solo dopo la sua morte, la famiglia finirà di riscattare la proprietà, nonostante l'aiuto di Giuseppe Garibaldi che contribuisce con parte del dono nazionale. L'interese di Menotti per la bonifica delle sue terre è ben altra cosa dell'interesse personale : Menotti nel 1876 è diventato deputato del collegio di Velletri, dove è consigliere comunale, sempre per la parte liberale. E' rieletto per nove legislature, praticamente fino alla morte. Consigliere provinciale, sarà anche presidente del Consiglio della Provincia di Roma. Presiede la Società liberale di Roma e numerosissime associazioni. Lavorando intensamente e non vivendo certo in agiatezze, assume una posizione di notabile rispettato e benvoluto, anche per l'opera sociale che svolge sulle sue terre, dove crea scuole, stazioni sanitarie, persino chiese, benché sia stato scomunicato per aver acquistato la terra del Capitolato di San Pietro. Menotti è anche un importante esponente della Massoneria Italiana.
Capo indiscusso della famiglia, tempera finchè vive i rapporti tra il fratello Ricciotti, Stefano Canzio, Francesca Armosino. Ma l'impegno sulla sue terre ha minato la sua salute, e Menotti muore di malaria il 22 agosto 1903. Sono celebrati laici funerali di Stato, a Porta San Giovanni, in presenza di una folla immensa. E' sepolto il 26 agosto nella tomba che ha fatto edificare sulla terra di Carano. Tra i più significativi, l'omaggio del Re d'Italia, della Repubblica francese. Il poeta Gabriele d'Annunzio ed i butteri dell'Agro Pontino lo scortano all'ultima dimora.
Menotti e Francesca hanno avuto sei figli : Anita nata nel 1875, Rosa nel 1877, Gemma nel 78, Giuseppina nel 1883. Nel 1884 è nato Giuseppe, che muore nel 1886, poi nel 1887, Giuseppe detto Peppinello. La discendenza di Menotti è assicurata dai discendenti dalla figlia Rosa, che ha sposato il conte Vittorio Ravizza. Anita, la figlia maggiore, non si sposa ma adotta i figli di Rosa. Il nome della famiglia diventa cosi' Ravizza Garibaldi e viene tuttora perpetuato dai numerosi discendenti di Rosa.