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Da Mores a Domokos

Giuseppe Garibaldi

Nel febbraio del 1897, i Cretesi, insofferenti della tirannide turca, insorsero, proclamando la loro unione alla Grecia. In aiuto degli insorti, accorse il figlio del re di Grecia e successivamente un corpo di spedizione greco sbarcò sull'isola. Giuseppe Calvia in quei giorni a Sassari si divideva tra l'incarico di consigliere provinciale e il suo lavoro da corrispondente per "La Nuova Sardegna". Dagli scranni di Piazza Italia più volte era intervenuto per denunciare la miseria e l'analfabetismo. Per Calvia figlio di una borghesia agraria, che aveva avuto un certo ruolo nel passaggio da un mondo feudale a un economia di mercato è il momento per spendere la sua generosità politica: la decisione di fare il volontario per partecipare ad una battaglia di libertà. Calvia avrà seguito tutto il dibattito politico che si svolse nella primavera. alla Camera per far tornare indietro il tentativo dei Cretesi. Giorni esaltanti che avrà vissuto come un occasione che aspettava da tempo. Il 18 aprile, la Turchia dichiarava guerra alla Grecia, quale migliore momento per Calvia; partecipare e combattere per l'indipendenza degli oppressi Cretesi, tanto più che all'iniziativa partecipava anche Antonio Fratti, conosciuto a Roma durante gli anni della sua formazione intellettuale. Avrà preso contatti e il primo appunto sarà stato quello con il garibaldino e deputato repubblicano forlivese Antonio Fratti che fin dall'inizio del 1877 si era trasferito a Roma, dove dirigeva il quotidiano "Il Dovere" Dieci anni prima, nel 1866, aveva combattuto a Monterotondo e Mentana. Successivamente sarà deputato di Forlì nel 1892-95 e nel 1897, avversario della politica di Crispi. Venne costituito un corpo di volontari di circa 2000 unità. Il 17 maggio i garibaldini difesero l'esercito greco che stava battendo in ritirata. Calvia era con loro, mandava corrispondenze giornalistiche per "La Nuova Sardegna"ed era a fianco dei tenenti siciliani Campanozzi e Barnaba all'aretino Pini, all'anconetano Antinori, al ternano Silvestri , ai i romani Garroni e Trombetti , al milanese Capelli, che morirono in battaglia.


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